VAL_ Opening: VAL. Video Art from London. Recent Outcomes. Videoinstallation
15.09. Bozen Bolzano . Goethe2. Kapuzinergasse 26 via Cappuccini . ore 19 Uhr . 15.09 – 30.09. ore 15 – 19 Uhr
allsopp&weir. And While We Were On Air. Teach Yourself Terror.

Transart_opening
15.09. Bozen Bolzano
ore 20.30 Uhr > music
Bahnhofsremise Officine FS . Schlachthofstr. 24 via Macello

VAL_allsopp&weir: And While We Were On Air, 2005/ Scene 1: Rumour, 2004/ Dancing Negri, 2005/ Choreography/Choreomania 5', 2004/ Choreography/Choreomania 4', 2004/ Fly No Fly Zone, 2004

Transart_clubbing
16.09. Bozen Bolzano
ore 22 Uhr > electronics
Bahnhofsremise Officine FS . Schlachthofstr. 24 via Macello

VAL_Karin Ludmann: Earrings, 1999/ Diana, 1999/ Earshaking, 1998/ Cultivated Plants, 2002/ Bales of Straw, 1999/

17.09. Bruneck Brunico
Ore 20.30 Uhr > art . video . music
moessmer tuchfabrik . Walther-von-der-Vogelweide-str. 6 via

VAL_Lena Pomford: Balaclava Ballroom, 2005

20.09. Eppan Appiano
Ore 20.30 Uhr > music
Lanserhaus . Platzerstr. Via Platzer

VAL_ Richard T. Walker: Awaiting imagery, 2005 / Successive inconceivable events, 2005 / It's hard to face that open space, 2004

23.09. Bozen Bolzano
Ore 20.30 Uhr > music
Selectra . Pacinottistr. 11 via Pacinotti

VAL_Beltran Obregon: Supraneed, 2004/ Terra incognita, 2005


28.09. Bozen Bolzano
Ore 20.30 Uhr > theater . video . music
Gärtnerei Schullian Serre . Meranerstr. 75 via Merano

VAL_Yara El-Sherbini: Hookah, 2003_A Demonstration, 2005

Transart_cocktail night
30.09. Kastelbell Castelbello
Ore 20.30 Uhr > music . noise
Wasserkraftwerk Seledison Centrale

VAL_Tobias Sjöberg: I think it's very beautiful to see my mum singing Barbara Streisand, and that they even look a bit like each other, 2001/ The Runner Project, 2003

02.10. Bozen Bolzano
Ore 20.30 Uhr > music . video . dance
Arte . Esperantostr. 3 via Esperanto

VAL_ Palmgren & Hughes: Flamingo Road, 2005


05.10. Trento
Ore 20.30 Uhr > theater . music . dance
Museo Gianni Caproni . via Lidorno

VAL_allsopp&weir: and while we were on air, 2005 Beltran Obregon: Terra incognita, 2005 Richard T. Walker: Awaiting imagery, 2005 / Successive inconceivable events, 2005 / It's hard to face that open space, 2004

06.10. Bozen Bolzano
Ore 20.30 Uhr > theater . sound
Alumix . Voltastr. 11 via Volta

VAL_Flávia Müller Medeiros: Failed, Emerging and Young, 2004


09.10. St. Lorenzen San Lorenzo
Ore 20.30 Uhr > video . Music
Innerhofer . Bruneckerstr. 14 via Brunico

VAL_William Hunt: Don't give me money, it's not what I want from you, 2005 / The impotence of radicalism in the face of all these extreme positions, 2005 / Rodeo/Radio, 2004

VAL, VideoArt from London


Gli artisti di VAL, Video Art from London, sono tutti “giovani”, “emergenti”, ed operanti a Londra, e nella maggior parte dei casi espongono in Italia per la prima volta. La rassegna e’ stata concepita e messa insieme per Transart, e i video verranno proiettati prima e dopo i concerti in programma, in loop sempre diversi per ogni serata, producendo effetti imprescindibili dal concerto o performance con il quale i video si trovano a spartire, o meglio a comporre, lo spazio.
E' volutamente assente dalla rassegna qualsiasi tipo di tematica unitaria o unitarizzante, e questo spiega i toni neutri del suo titolo. Non saranno date giustificazioni curatoriali o chiavi di lettura unificanti, che non farebbero che ridurre le potenzialita' di queste opere e delle loro composizioni. Nel mettere insieme questo programma video sono stati seguiti criteri tecnici piuttosto che presupposti curatoriali, primo fra tutti la mobilita’ delle condizioni di proiezione, che richiedono anzitutto che ogni video possa "sostenersi" da solo, senza l'installazione di contesto per cui in certi casi era stato concepito.
I video cosi’ spogliati, e uniformati per dimensione e modalita’ di presentazione, vengono proiettati non come spettacolo principale, ma in uno spazio laterale, di passaggio per lo spettatore. Spazio di transito e transizione, la proiezione in quanto fascio di colori e suoni investe un pubblico che e’ pubblico di qualcosa che ha da venire, o che e’ gia' accaduto. Questo reinnesto delle proiezioni video in contesti imprevisti ma in formati standard, le condizioni di una fruizione “laterale” e quasi involontaria, e la varieta’ dei luoghi spesso inconsueti, come e’ tipico di Transart, implicano un’amplia imprevedibilità di effetti.

E’ interessante notare come spesso i video della rassegna operino sullo stesso terreno di attraversamento di generi e categorie promosso da Transart, festival che combina il visuale e il sonoro, la danza, la performance e l’immagine in movimento, dando spazio a contaminazioni tra quelle che sono considerate discipline separate. L’interesse per il corpo in movimento e’ cruciale in Allsopp&Weir, che in AWWWOA (And While We Where On Air) lavorano con la voce come passaggio di aria attraverso i corpi, come eccesso corporale che produce velocita’ diverse, in una successione “mozzafiato” di respiri e sospiri di presentatori della BBC. In Fly No Fly Zone una videocamera CCTV fissata su un aquilone, riprende vorticando su se stessa un gruppo di persone che paiono fuggire incalzate inesorabilmente, ma che attraverso lo stesso movimento si riappropriano, con l’aquilone, di porzioni di cielo interdette al volo dal controllo militare. La serie Choreography/Choreomania esplora un’idea di “danza” non danzata, ovvero non agita dal soggetto, un complesso di forze che muovono il corpo secondo coreografie spesso imprevedibili e non consequenziali. In Teach Yourself Terror, in mostra alla galleria Goethe2, una lista di organizzazioni dichiarate terroristiche dal governo statunitense, prodotta dalla CIA traslitterando parole arabe per renderle leggibili in inglese, viene letta incessantemente per un’ora da due persone di madrelingua diversa da quella inglese. Gli effetti sonori prodotti, inaspettati e quasi ipnotici, si combinano con quelli di un'audiocassetta che riproduce la stessa lista utilizzando suoni estrapolati da nastri per l’apprendimento di lingue straniere, trasformando cosi’ uno strumento antiterrorista in un dispositivo di “auto-insegnamento” che dischiude tutta una gamma di potenzialita’ sonore.
Le performance di William Hunt producono una figura di musicista tenace e caparbio, che sottopone il proprio corpo a dure prove fisiche, con l’intento di fare della propria musica un'arte per la quale il pubblico e le sue risposte diventano imprescindibili. In Rodeo/Radio l’artista e’ impegnato a suonare una canzone folk con chitarra e fisarmonica, usando come precario e instabile "palco" un enorme vinile in rapido movimento. In Don't give me money it's not what I want from you l’artista/musicista, sempre accompagnato da una chitarra, canta una canzone di protesta con il corpo capovolto e la testa in un secchio, mentre The impotence of radicalism in the face of all these extreme positions lo vede impegnato in una performance ancora a testa in giu’, e con il corpo pericolosamente sospeso a due metri dal suolo.
Richard T. Walker spesso compone da se’ la musica per i propri video, che riproducono con ironia il desiderio della tradizione romantica inglese di costruire una relazione con la natura, una natura sublimemente infinita e insieme drasticamente umanizzata dall’artista. Alberi innevati e ampie vallate sono in It’s hard to face that open space, Successive Unconceivable Events e Awaiting Imagery interlocutori muti e impassibili all’espressione dei contrastanti sentimenti dell’artista. La musica in questo caso diventa, assieme ai dialoghi-monologhi dell'autore, lo strumento del “drammatico” tentativo di relazionarsi con la Natura.
In Balaclava Ballroom di Helena Pomford, una serie di riprese di un gara di ballo della terza eta' in un centro cittadino nel sud di Londra si affianca a un’intervista agli stessi “ballerini”, muniti ora di passamontagna nero, condotta da un'intervistatrice (l’artista?) che cela anch'essa dietro una balaclava la propria (multipla) identita’. La discussione verte attorno ai passamontagna e alla loro funzione, dischiudendo inaspettate possibilita’ per uno “strumento” qui reinserito in un contesto radicalmente differente da quello di provenienza.
In Hookah Yara El-Sharbini canta canzoni pop nel salotto di casa sua, ballando alternativamente con un narghile' e con una pistola al posto del microfono, completamente coperta da un velo nero islamico. In A Demonstration, questa volta in abiti europei, Yara insegna agli spettatori come costruire carpet-bombs, bombe non esplosive fatte di tappeti, giocando anche qui tra stereotipi assegnati alla cultura mediorientale, spesso frettolosamente associata al terrorismo dall'opinione pubblica, e linguaggi occidentali, come quello di certi programmi televisivi, o della musica pop stile Britney Spears.
Palmgren and Hughes presentano Flamingo Road, una serie di video che sono il risultato di interviste realizzate in una shelter house in Flamingo Rd., nel quartiere londinese di Hackney. La shelter house e’ un’alternativa alla casa di riposo messa a disposizione dallo stato britannico, serie di miniappartamenti con una sala comune per la ricreazione, dove agli abitanti e’ garantita una certa indipendenza ed insieme un’assistenza di base. Le artiste interrogano gli anziani sui temi dell'abitare, e sui desideri ad esso connessi, creando una sorta di videoclip musicali che adottano come colonna sonora canzoni selzionate dagli stessi intervistati.
Le musiche di Bach fanno da sottofondo in Supraneed, di Beltran Obregon, dove una “carrellata” (in entrambi i sensi) all’interno di un supermercato londinese, trasforma gli scaffali in traiettorie ascendenti di volo, e i prodotti di consumo in seducenti colori a diverse gradazioni di velocita'. Ritroviamo le tematiche del volo e dell’ascensione anche in Terra Infirma, dove gli spazi aperti cessano inaspettatamente di essere “terra sotto i piedi” ed il corpo, non visto ma percepito, fluttua in una sospensione che genera un rapporto differenziato con la superficie del paesaggio.
Il lavoro di Tobias Sjöberg si focalizza sul rapporto instaurato, o il contatto prodotto, spesso eventuale e temporaneo ed insieme impalpabile e intenso, con persone “trovate”, quelle che lo circondano, come la madre in I think it’s very beautiful to see my mum singing Barbara Streisand, and that they even look a bit like each other, e quelle incontrate per caso, come i joggers nel parco sotto casa di The Runner Project a cui, adattando per qualche minuto il proprio passo, l'artista chiede dove stiano andando.
I video di Karin Ludmann potrebbero essere letti come un’apoteosi casalinga e dai toni ironici dell'arte come creazione di meraviglie e dell’artista come (folle?) manipolatore della natura. In Cultivated Plants le punte degli alberi di un viale sparano colpi di pistola in cielo, mentre una balla di fieno in Bales of Straw rotola da sola fuori campo. In Earshaking l’artista si fa artefice di mutazioni biologiche, anche qui “casalinghe”, ideando un apparato per far sventolare le orecchie.
Nel video Failed, Emergent, Young, dal menu interattivo che lascia al pubblico la scelta di cosa e come vedere, Flávia Müller Medeiros raccoglie numerose interviste con curatori piu’ o meno famosi, da Nicolas Bourriaud a Lisa Le Feuvre, chiedendo la spiegazione di tre aggettivi particolarmente in voga oggi tra la critica per definire e categorizzare gli artisti: mancato, emergente e giovane (gli stessi che abbiamo utilizzato noi tra virgolette per introdurre qui gli artisti di VAL). Piu’ ancora quasi che le definizioni fornite e’ interessante tutta quella serie di reazioni non discorsive che il tentativo di definire le tre categorie provoca: sorrisi e pause di silenzio, schiarite di voce e profusioni di parole.

Paolo Plotegher